✍ Tra Caligola e Lucifero

Giunti, viti, raccordi e bulloni sfrigolano di dolore sotto le incessanti sollecitazioni del manto stradale dissestato. Lo chauffeur fa del suo meglio per evitare basoli sconnessi, sampietrini divelti, crateri e sporgenze disseminati nelle zone asfaltate, e non tanto per riguardo alla vettura che conduce , quanto per evitare fastidiose soste o interruzioni del viaggio. Oggetti abbandonati sulla carreggiata, di svariate forme e dimensioni, sfibrano i sensi già tesi del pur esperto autista.
Con gli occhi incollati sulla strada, la sigaretta fra le labbra e la camicia sbottonata, che lascia intravedere un torace magro, glabro e imperlato di sudore, Gennaro, da tutti conosciuto come “rin’o niro”, per il suo incarnato scuro e i capelli ricci, sta portando a termine il quarto trasporto della giornata. L’ultimo.
Il sole picchia duro, implacabile e la città, in piena ebollizione, è vuota. E fetida più del solito. I cumuli di rifiuti di ogni specie , ammonticchiati qua e là sul ciglio dei marciapiedi, strabordanti dai cassonetti, sotto l’intensa spinta del calore, alitano nell’atmosfera il peggio della loro essenza e sversano sulla strada liquami puteolenti, magnifico terreno di coltura per scarafaggi pasciuti e giganteschi, ratti mostruosi e voraci, stormi di mosche e bestie sconosciute.
Rino impreca e bestemmia. Quelle stradacce gli fanno perdere del tempo prezioso, potrebbe sicuramente incrementare le corse se fossero almeno decenti. Ormai è quasi giunto a destinazione e già pensa al mare e alla bella frittata di maccheroni che l’aspettano a “mappatella beach” . Una solitaria pattuglia della stradale è ferma all’incrocio. O’nir aguzza gli occhi, dopo essersi asperso il sudore dalla fronte con il dorso della mano sinistra. E accosta con calma.
L’acqua è un brodo torbido e giallastro e, a quell’ora, gran parte delle gente è andata via. Gennaro sguazza soddisfatto tra buste di plastica, scorze di melone e qualche pezzetto di merda. Poi raggiunge il materassino e vi si stende sopra, rilassato. Con gli occhi chiusi rivisita la sua operosa giornata. Nonostante il periodo estivo le consegne sono aumentate ed è riuscito a guadagnare ciò che, normalmente, riesce a intascare in una settimana. E la mazzetta che ha dovuto dare alle guardie è stata compensata dal boss che ha voluto premiare la sua alacrità e fedeltà con un bonus. Alla paga promessa di 6000 euro ha aggiunto, generosamente, 500 euro e 50 grammi di cocaina purissima.
✡ ogni riferimento a persone, fatti, cose o animali è puramente casuale
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- Pubblicato:
- 18 agosto 2012 / 12:25
- Categoria:
- Racconti
- Etichette:
- Anticiclone, Asfalto, Auto, Basole, Boss, Chauffeur, Cocaina, Estate, Macaroni, Maccheroni, Mappatella Beach, Mare, Monnezza, Napoli, Ratti, Rifiuti, Sampietrini, Scarafaggi, Sole, Strada, Sudore, Tales, Zoccole




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