⚐ Lettere a Nonno Gustavo

Caro Nonno Gustavo
ho 54 anni e da qualche tempo sono ritornato alla masturbazione. Divorziato alcuni anni fa, ho rinunciato volutamente a ricercare altre storie. Il panorama degli ex è desolante e deprimente. E cercare qualcuno, accontentarsi di qualcuno, solo per un po’ di compagnia e sesso è alquanto triste. Andare con prostitute è deprimente lo stesso oltre che pericoloso (malattie, ecc.). Perciò… non mi è rimasto che l’autarchia. Tuttavia ho perplessità anche su questa pratica, perché ricordo che da piccolo tutti mi dicevano che abusare poteva nuocere alla salute, fisica e mentale. Insomma mi sento confuso e solo. Paolo da Cosenza.
Caro Paolo
la masturbazione non ha mai fatto male a nessuno. E’ una pratica di autoerotismo, punto e basta. Prevalentemente confinata nell’adolescenza, prima cioè che avvenga la maturazione psico-fisica e, con essa, la sessualità complementare. Adulta (?) e consapevole. Il tuo caso credo sia comune a molti, uomini e donne. Ci si ritrova catapultati in una nuova realtà, priva ormai di ogni sogno ed illusione. E riuscire a trovare il bandolo della matassa non è né semplice né facile, soprattutto se si è dotati di sensibilità ed intelligenza. Molti si ri-accoppiano per disperazione, per solitudine. Rinunciando a tutte quelle “fisime” che avevano spicconato e smantellato il primo rapporto. Prima rigidi, cavillosi, permalosi e incontentabili. Poi senza braghe pur di avere un briciolo o una parvenza di compagnia ( e sesso). Con la consapevolezza e la lucidità del “senza impegno” e del “senza nulla a pretendere”. Soprattutto se ci sono figli, feroci censori e spietati critici. L’ipocrisia è la culla in cui si formano e si riformano le nuove (ma vecchie) coppie.
Dall’alto della mia veneranda età, in cui il sesso è diventato solo genere, posso dirti che l’esperienza, l’avanzare degli anni, non sempre conducono alla formazione di individui equilibrati e razionali. Anzi molti, col tempo, diventano più immaturi di quando avevano i calzoncini corti. E il sesso può seguire la stessa strada. Che piaccia o no il sesso è un’esigenza fisiologica, possente al pari delle altre. Svilito ad atto animale ed intriso di significati negativi e peccaminosi, la cultura cattolica lo ha caricato di remore e sensi di colpa. E il praticarlo un problema. I tempi, però, cambiano (almeno in parte). E i costumi , per errata interpretazione di modernità, sono sconfinati in una pratica incontrollata e priva di significati.
Sarebbe bello, importante se si riuscisse a svincolare i rapporti umani dalla spinta sessuale e dall’egoismo. Se ci si cercasse per condividere tempo e interessi, senza reconditi scopi. Nel rispetto assoluto dei tempi e delle esigenze dell’altro (a). E fare sesso con libera scelta, con o senza significati. Purché sereni e consapevoli. Senza sentirsi costretti da pulsioni evanescenti o, peggio, da banali convenzioni sociali. Ed anche autarchico, come dici, se proprio occorre.
Io credo, mio affezionato lettore, che tu debba innanzi tutto “aprirti”, senza pensare a nulla. Senza aspettarti nulla. L’ansia è una cattiva compagnia. Esci e frequenta altra gente, divertiti. Il resto verrà da se.
Nonno Gustavo
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- Pubblicato:
- 19 febbraio 2012 / 11:25
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